Giorno 9 – I come Immacolata

GIORNO 9 – I come IMMACOLATA
lunedì 07 dicembre
Il Compleanno dell’Oratorio

 

I come Immacolata

È l’8 dicembre 1841. Mentre Don Bosco si sta preparando a celebrare messa, il suo aiutante nota un ragazzo che quasi si nasconde in un angolo, gli chiede se ha già fatto il chierichetto qualche volta, se sa servire messa, e anche se il poveretto risponde che non ha idea di come si faccia, l’uomo vuol costringerlo a bastonate. È proprio don Bosco che non credendo ai suoi occhi ferma il sacrestano: ma cosa fai chiede? E si sente rispondere che quel ragazzo è lì, ma non sa nemmeno fare il chierichetto e che comunque a lui non dovrebbe importare di quel poveraccio… don Bosco risponde mi importa, perché è un mio amico. Nel giro di poco tempo diventano davvero amici. il ragazzo si chiama Bartolomeo Garelli, dirà a don Bosco che non sa fare niente, se non fischiare. Ma ha tanta voglia di imparare, specialmente il catechismo, e don Bosco è disposto ad insegnarglielo, anche subito. Cominciano con una Ave Maria. Da quell’Ave Maria è nato il nostro Oratorio, ed ogni oratorio salesiano.

E allora?! Allora, Buon compleanno Oratorio! E ricorda, sapessi anche solo fischiare, don Bosco ti vuol bene! oggi è il giorno buono per stare allegri e … pregare per il tuo Oratorio, perché ti aiuti a rimanere allegro. La santità, è tutta qui!

 

Giorno 8 – H come Hic

GIORNO 8 – H come HIC
domenica 06 dicembre
Una parola strana che vuol dire qui!

 

H come Hic

Un giorno Don Bosco fece un sogno davvero particolare. Ricorda che era la seconda domenica di ottobre, e che quella sera andò a letto col cuore davvero inquieto. I ragazzi che aveva con lui oramai erano tanti, e non aveva un posto dove potessero stare. Quella sera fece un sogno che sembrava la continuazione di quello fatto a 9 anni …sognò una pastorella che lo invitava ad aprire gli occhi e guardare lontano …e racconta: Guardando, vidi un campo, in cui era stata seminata meliga, patate, cavoli, barbabietole, lattughe e molti altri erbaggi. – Guarda un’altra volta, mi disse. E guardai di nuovo, e vidi una stupenda ed alta Chiesa. Un’orchestra, una musica strumentale e vocale mi invitavano a cantar messa. Nell’interno di quella Chiesa era una fascia bianca, in cui a caratteri cubitali stava scritto: HIC DOMUS MEA, INDE GLORIA MEA”. La madonna gli indicava che sarebbe arrivato proprio qui a Valdocco, che qui i suoi ragazzi avrebbero trovato casa, che qui sarebbe sorta la sua Basilica e molti l’avrebbero onorata.

E allora?! Allora, Valdocco e la terra dove i Sogni si realizzano, ma c’è ancora bisogno di giovani che come don Bosco sappiano sognare e credere ai sogni. Che sappiano fidarsi di Maria. Oggi è il giorno giusto per chiedere a Dio nuovi salesiani! Che onorino Maria vivendo come ha vissuto don Bosco: con i giovani e per i giovani.

Giorno 7 – G come Guida

GIORNO 7 – G come GUIDA
sabato 05 dicembre
Don Bosco che piange: ha fatto tutto lei

 

G come Guida

1987. La Basilica del Sacro Cuore che il papa voleva, don Bosco l’ha finalmente portata a termine. Sente il bisogno di ringraziare, e dunque, proprio lì, celebra messa all’altare dell’Ausiliatrice. Chi era presente racconta che Più di quindici volte scoppia in lacrime. A stento riuscì a finire la Messa. Dopo Messa, la folla commossa gli si stringe intorno, supplicando di benedirla: sapeva di avere di fronte un santo. «Sì, sì!» rispose don Bosco. È salito sui gradini, che dalla prima sala mettono alla seconda, si volse per benedire, alzò la mano e: «Benedico… benedico…», ma nel fare il gesto, si commosse ancora di più, e nuovamente scoppiò in lacrime. Più tardi, interrogato sul perché si fosse tanto commosso durante la Santa Messa, rispose: «Avevo così viva, innanzi ai miei occhi, la scena del Sogno fatto a nove anni… mi sembrava di sentire la mia mamma ed i miei fratelli questionare sul sogno. mi pareva di rivedere Maria quando mi prese sotto la sua guida, quando tenendomi con bontà per mano mi disse: “a suo tempo tutto comprenderai. Ora comprendo: vedo il sogno realizzato! Ora so che sognavo i Salesiani. Ora vedo: i lupi sono diventati agnelli, e gli agnelli si sono trasformati in pastori! E non per merito mio: ha fatto tutto lei!”

E allora?! Allora, allora nessuno è tanto grande e tanto forte da fare tutto da solo! Tutti abbiamo bisogno di essere guidati, aiutati da qualcuno. Oggi è il giorno giusto per affidare le persone che ti prendono per mano ogni giorno e che ti fanno da guida. I genitori ad esempio! I tuoi educatori, i tuoi insegnanti. Il tuo Don. Affidali a Maria.

Giorno 6 – F come Figlie

GIORNO 6 – F come FIGLIE
venerdì 04 dicembre
Il monumento all’Ausiliatrice

 

F come Figlie

Giovannino ha amato così tanto Maria che appena ha potuto le ha costruito la splendida Basilica di Maria Ausiliatrice inaugurata il 9 giugno 1968, è magnifica, grandiosa, eppure gli pare troppo poco: vede, sente e sa che la Madonna ha fatto così tanto per lui che vuole dare a Maria ben più di una Chiesa per onorarla, per dirle grazie. A Mornese fa un incontro straordinario: conosce Maria Domenica Mazzarello, i due capiscono subito di avere lo stesso spirito! Desiderano Vivere dedicando la propria vita ai ragazzi, certi che Maria li aiuterà. Poco dopo Don Bosco proporrà a Maria Domenica e ad alcune sue compagne di diventare suore, e di essere proprio loro il dono che don Bosco voleva tanto offrire alla Madonna: non una Chiesa semplicemente, ma delle Figlie! Le suore di don Bosco si chiameranno Figlie di Maria Ausiliatrice proprio per questo: “sono il monumento vivente” che don Bosco e Maria Domenica hanno voluto per dire alla Madonna il loro affetto e la loro gratitudine.

E allora?! Allora i salesiani non sono gli unici “Figli di Don Bosco”. Voleva così tanto bene ai ragazzi che per loro ha pensato ad una grande famiglia! Oggi è il giorno buono per affidare a Maria la Famiglia salesiana. specialmente le Figlie di Maria Ausiliatrice: chiedi che continuino ad essere “un monumento vivente a Maria”.

Giorno 5 – E come Elefante

GIORNO 5 – E come ELEFANTE
giovedì 03 dicembre
Il sogno dell’elefante

 

E come Elefante

Il 6 gennaio 1863 Don Bosco racconta un sogno formidabile uno di quelli che hanno scosso i cuori dei suoi ragazzi e portati a Maria. Sognò di trovarsi nella sua cameretta quando sentì bussare alla porta. Corse a vedere. Era Mamma Margherita, che lo chiamava: Vieni a vedere! Vieni a vedere! Don Bosco esce sul balcone e vede, nel cortile, un elefante di smisurata grandezza. Quell’elefante sembrava mite, docile, si divertiva con i ragazzi, li accarezzava con la proboscide, in modo che era sempre seguito da un gran numero di loro. La maggior parte però fuggiva spaventata e finì per rifugiarsi in chiesa. Anche Don Bosco li seguì e, nel passare vicino alla statuetta della Vergine, toccò l’estremità del suo manto per invocarne la protezione; e meno male che lo fece, perché ad un certo punto l’elefante imbizzarrì, e cominciò ad attaccare i ragazzi, ferendoli gravemente. Proprio in quel momento la statuetta di Maria si animò, e aprendo il suo manto chiamava dicendo: venite a me tutti. chi correva da lei era in salvo, e più ragazzi arrivavano, più il mantello di Maria si allargava. A quelli che erano con lei Maria rivolgeva parole bellissime e di speranza: spiegò che l’elefante era il peccato: sembra innocuo all’inizio … e poi ti fa del male. Ma disse anche che chi avesse avuto in lei sempre una grande fiducia sarebbe stato al sicuro.

E allora?! Allora, se siamo sinceri tutti abbiamo dei peccati di cui chieder perdono. E a volte facciamo il male e ci facciamo del male. oggi è il giorno giusto per domandarti: ho qualcosa o qualcuno a cui chieder perdono? Magari a Dio. perché non confessarmi, se è un po’ di tempo che non lo faccio? Chiedi la forza a Maria.

Giorno 4 – D come Domenico

GIORNO 4 – D come DOMENICO
mercoledì 02 dicembre
La Compagnia dell’Immacolata

 

D come Domenico

Nella primavera Domenico ebbe un’idea. Perché non unirsi, tutti i giovani più volenterosi, in una “società segreta”, per diventare un gruppo compatto di piccoli apostoli nella massa degli altri? Ne parlò con alcuni. L’idea piacque. Si decise di chiamare la società “Compagnia dell’Immacolata”. Questa squadra di coraggiosi, si impegna, e lo scrivono proprio, a diventare migliori sotto la protezione della Madonna e l’aiuto di Gesù; ad aiutare don Bosco nel fare del bene ai compagni: in segreto, senza sbandierarlo troppo. Capitanati da Domenico i ragazzi della Compagnia, mettono tutta la loro fiducia in Maria e decidono di farle questo regalo: essere gli Angeli custodi di quelli che in oratorio faticano a comportarsi bene, e anche dei nuovi arrivati. Come? Facendo attenzione a loro! Coinvolgendoli nel gioco. Dando buoni consigli. Dimostrandosi amici.

E allora?! Allora, hai mai pensato che potresti riuscirci anche tu? A fare buone alleanze! A circondarti di amici buoni che ti aiutino a fare il bene. ad aiutare chi fa più fatica ad essere migliore, o sentirsi più accolto. Oggi è il giorno giusto per guardarti intorno e chiederti? Chi sono gli amici buoni che mi aiutano a far del bene? affidali a Maria.

Giorno 3 – C come Compagni

GIORNO 3 – C come COMPAGNI
martedì 01 dicembre
Quando ci sono io stanno più buoni

 

C come Compagni

Nei pomeriggi d’estate, e specialmente il sabato e la domenica, una delle cose più belle è trascorrere il tempo a giocare spensierati con gli amici. era così anche per Giovannino Bosco. Lui non era uno di quegli amici “che stanno con te solo se hanno da guadagnarci qualcosa: voleva davvero bene ai suoi amici. certo, non erano tutti dei santini: a volte litigavano, volavano brutte parole … anche botte forse. Un giorno Giovannino arrivò a casa con un taglio. Si era fatto male durante un gioco. Mamma Margherita gli chiese spiegazioni, lo ascoltò, si fece pensierosa e poi disse: non capisco perché tu vada con loro Giovannino se poi va a finire così. Giovannino guardò la mamma, sorrise, e disse: se vuoi mamma io non ci vado più, ma vedi, quando ci sono io i miei compagni stanno più buoni! Ed è vero: quando per loro si metterà anche a fare giochi di prestigio e l’equilibrista, concludeva sempre lasciandogli un buon pensiero che aveva sentito dal don o dalla mamma, e con qualche Ave Maria

E allora?! Allora, tu, sei un buon amico? Quando ci sei tu, i tuoi compagni sono migliori almeno un po’? oggi è il giorno giusto per pensare ad una persona o più a cui tieni, e affidarle a Maria.

Giorno 2 – B come Bontà

GIORNO 2 – B come BONTA’
lunedì 30 novembre
Mi prese con bontà per mano

 

B come Bontà

Sempre nel “Diario” in cui racconta la nascita dell’Oratorio, che intitola poi “Memorie dell’Oratorio”, narra di un fatto straordinario. Si tratta di un sogno che ha del miracoloso! E che gli è rimasto profondamente impresso per tutta la vita: gli sembra di essere nel cortile di casa, pieno di ragazzi che giocano … però alcuni di questi usano parolacce, bestemmie, … si picchiano anche! E lui di istinto, si butta in mezzo, vuol farli smettere a tutti costi, e usa anche la forza: dà anche lui schiaffi e pugni…, ma con la forza non ottiene nulla! È allora che succede una cosa straordinaria: nella scena compare un Signore luminosissimo, bello, ha una voce e uno sguardo magnetico. Quel Signore, parla a Giovannino e gli dice più o meno così: non con le botte., non è con la violenza che li farai diventare tuoi amici. Ma con la bontà, Giovannino ascolta rapito, fino a quando quel Signore, che è Gesù gli comanda di insegnare a questi ragazzi quanto è brutto il peccato e bella la virtù, scoppia a piangere, e dice: chi sei tu, che mi domandi cose impossibili … a me che sono solo un fanciullo? Il Signore gli risponde così: io sono il figlio di quella che tua madre ti ha insegnato a salutare tre volte al giorno. in quel momento comparve una Signora meravigliosa, racconta Giovannino, che vedendolo confuso e spaventato lo prese con bontà per mano e, gli mostrò quel che sarebbe dovuto succedere: trasformare quegli animali in agnelli

E allora?! allora può darsi che a volte dobbiamo affrontare cose che a noi sembrano impossibili, superiori alle nostre forze! Grazie a Dio non dobbiamo fare tutto da soli: possiamo chiedere aiuto a chi ci vuol bene. specialmente a Maria! Lei ci prende per mano. Se c’è qualcosa che ti preoccupa, o qualcosa di importante, è il giorno giusto: affidalo a Maria.

Giorno 1 – A come Assunta

GIORNO 1 – A come ASSUNTA
domenica 29 novembre
Il compleanno di Don Bosco”

 

A come Assunta

L’8 dicembre sarà “il compleanno dell’Oratorio”: il giorno della festa dell’Immacolata. un giorno così importante per noi dell’Oratorio di Valdocco, che ci prepariamo con 9 giorni di anticipo. Ma, a proposito di compleanni, quando compie gli anni don Bosco?! Lo sveliamo con la prima lettera dell’alfabeto: A. c’è una piccola curiosità sul compleanno di don Bosco: è l’ultimo di tre fratelli, il più grande si chiama Antonio, il secondo Giuseppe. E poi è nato lui. La sua nascita è registrata in comune il 16 agosto. Lui però da grande, scrivendo un po’ il “diario” di come è nato l’oratorio, scrive, e non sembra avere dubbi, di essere nato da papà Francesco, e da Mamma Margherita, il 15 agosto: il suo compleanno è il giorno dell’Assunta. Il giorno in cui ricordiamo la Madonna portata in Cielo.

E allora?! allora è un po’ come se dicesse: amici miei dell’Oratorio, come me siete nati sotto la protezione della Madonna, e per essere portati in Cielo. Non c’è nulla di più bello! Oggi è il giorno giusto per mettere sotto la protezione di Maria tutti gli Oratori di don Bosco, e chiedere che aiutino tutti ad andare in Cielo.

Videonovena all’Immacolata 2020

Cari Amici dell’Oratorio, ben ritrovati! È vero, è un ritrovarsi un po’ diverso, perché con molti di voi non ci si può più incontrare nei nostri cortili, ma chi ha detto che non si può esser vicini anche da distanti?! Molti non possono più venire in Oratorio, a causa della pandemia. Allora sapete cosa succede? abbiamo pensato a un modo in cui “l’Oratorio arriva a casa vostra!” Per continuare a camminare insieme, continuare ad essere e sentirci parte del Sogno di Don Bosco!

Abbiamo pensato di prepararci alla festa dell’Immacolata, al “compleanno” del nostro oratorio, che è nato proprio l’8 dicembre, proponendovi una “Videonovena”, che giorno per giorno racconterà un episodio della vita di don Bosco in cui è presente Maria. Insieme impariamo l’alfabeto di don Bosco e di Maria: un episodio per ogni lettera dell’alfabeto: dalla A alla I. a partire da domenica 29 novembre, per finire lunedì 7 dicembre, e ritrovarci poi martedì 8 a vivere insieme la messa solenne alle 11.00, e dopo, il tradizionale “Cerchio mariano”, nel cortile della Basilica.

GIORNO 1 – A come ASSUNTA
domenica 29 novembre
Il compleanno di Don Bosco”

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GIORNO 2 – B come BONTA’
lunedì 30 novembre
Mi prese con bontà per mano

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GIORNO 3 – C come COMPAGNI
martedì 01 dicembre
Quando ci sono io stanno più buoni

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GIORNO 4 – D come DOMENICO
mercoledì 02 dicembre
La compagnia dell’immacolata

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GIORNO 5 – E come ELEFANTE
giovedì 03 dicembre
Il sogno dell’elefante

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GIORNO 6 – F come FIGLIE
venerdì 04 dicembre
Il monumento all’Ausiliatrice

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GIORNO 7 – G come GUIDA
sabato 05 dicembre
Don Bosco che piange: ha fatto tutto lei

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GIORNO 8 – H come HIC
domenica 06 dicembre
Una parola strana che vuol dire qui!

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GIORNO 9 – I come IMMACOLATA
lunedì 07 dicembre
Il Compleanno dell’Oratorio

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